Napoli con bambini: Spaccanapoli e centro storico (senza perdere la calma!)
- mylenab6
- 13 mar
- Tempo di lettura: 6 min

Se state pensando di portare i vostri figli a Napoli e vi state chiedendo “ma il centro storico con i bambini… si può fare?”, la risposta è sì, e anche tanto volentieri, a patto di viverlo con i giusti ritmi e qualche piccolo accorgimento furbo.
Spaccanapoli (il Decumano Inferiore, che “spacca” la città antica tra nord e sud), comprende via Scura, via Croce e San Biagio dei Librai, e insieme a tutto il dedalo di stradine del centro storico è patrimonio UNESCO.
È caos organizzato, è teatro a cielo aperto, è profumo di pizza e sfogliatella a ogni angolo….
Queste per noi sono le tappe imperdibili, e possono diventare divertenti anche per i bambini inserendo nella passeggiata la Caccia al Tesoro "La Mappa Segreta di Partenope" che trovate nella pagina Giocare Viaggiando.
Piazza del Gesù Nuovo
Punto di partenza perfetto, con la Chiesa del Gesu Nuovo, caratterizzata dalla facciata in bugnato a punta di diamante. Edificata dalla trasformazione del vecchio Palazzo Sanseverino, e affidata ai Gesuiti, ospita le spoglie di San Giuseppe Moscati.

Curiosità per i bambini: La facciata in bugnato è famosa per presunti segni esoterici o note musicali incise sulle pietre, che secondo la leggenda furono impressi da costruttori (i "Maste 'e prete") per caricare l'edificio di energia. Durante la Seconda Guerra Mondiale, una bomba cadde all'interno della chiesa senza esplodere, ed è tuttora visibile come segno di protezione divina.
Complesso Monumentale di Santa Chiara
Il chiostro maiolicato è una bomboniera colorata. I bambini possono correre un po’ (con moderazione) tra le panchine decorate, mentre voi scattate mille foto.

Curiosità per i bambini: le maioliche, o "riggiole" come si chiamano a Napoli, non sono solo un dettaglio decorativo. Ogni pezzo racconta una storia: paesaggi idilliaci, animali, scene di vita quotidiana. Queste piastrelle erano un vero e proprio linguaggio visivo, un modo per scacciare il male ed esprimere gioia e protezione. Secondo le credenze dell'epoca, i colori accesi e le immagini allegre, avevano il potere di allontanare gli spiriti maligni e il “malocchio”. Insomma, una sorta di amuleto gigante che proteggeva il convento e le sue abitanti (le monache clarisse).
A poche centinaia di metri percorrendo Spaccanapoli giungerete in Piazza San Domenico Maggiore , nel cui centro svetta un grande obelisco (la “guglia” di San Domenico). Tappa obbligata alla pasticceria Scaturchio , dove nasce la sfogliatella più famosa di Napoli.
Pochi passi e si arriva a Piazzetta Nilo, una piazzetta piccola piccola ma piena di carattere. Qui troverete la statua più “misteriosa” di tutto il quartiere: il Dio Nilo. Si tratta di un vecchietto barbuto, seminudo, sdraiato, con una specie di cesto pieno di frutti in braccio. È una statua egizia portata a Napoli dai mercanti di Alessandria duemila anni fa. I napoletani la chiamano affettuosamente “o cuorpo ‘e Napoli” (il corpo di Napoli) perché, secondo la leggenda popolare, rappresenta proprio la città sdraiata sul mare.

Lo Sciò Sciò .. un incontro unico per grandi e piccini !
Per le vie del centro storico vi imbatterete quasi certamente in una figura unica al mondo: lo Sciò Sciò. Si tratta di un'antica figura scaramantica napoletana, un personaggio del '700 che ha ispirato le statuette che si trovano lungo San Gregorio Armeno. Una figura buffa, solitamente vestita di nero, ricoperta da un gran numero di amuleti: corni portafortuna - ovviamente rossi e storti - aglio e un cilindro nero sul capo. Ebbene, lo troverete in carne e ossa, per cui non perdete l’occasione di allontanare la sfortuna .
Lo Sciò Sciò eseguirà un rito, recitando uno scongiuro: «Sciò sciò ciucciuvè, uocchio, maluocchio e funecelle all'uocchio. Aglio, fravaglio, fattura ca nun quaglia. Corna e bicorne, cape' e alice e cape d'aglio, diavulillo jesce a dint' o pertusillo. Sciò sciò ciucciuvé jatevenne, sciò sciò». Mentre la recita raccoglierà una manciata di sale grosso che lancierà ripetutamente verso la persona che riceve lo scongiuro. In questo modo la sfortuna si allontanerà da voi!

Via San Gregorio Armeno
Nota come la "via dei presepi" di Napoli, è un antico vicolo nel centro storico dove artigiani lavorano tutto l'anno pastori, statuine tradizionali e caricature di personaggi famosi.
In epoca romana, la strada ospitava un tempio dedicato alla dea Cerere. I cittadini offrivano statuine di terracotta in cambio di un buon raccolto, un'usanza che prefigura l'attuale produzione presepiale.
La strada si è evoluta nel Settecento in un fulcro mondiale dell'arte presepiale, unendo sacralità, storia e satira politica in botteghe storiche. Statuine di Maradona, di calciatori, di personaggi dei cartoni, pastori…Scegliete una statuina da regalare (o da tenere come ricordo).

Al centro della via si trova anche la Chiesa di San Gregorio Armeno, che custodisce le spoglie dell'omonimo santo, portate dalle suore in fuga da Costantinopoli. È conosciuta anche come chiesa di Santa Patrizia, compatrona di Napoli: la leggenda narra infatti che le giovenche che trasportavano il suo corpo si fermarono proprio qui. Ogni anno avviene il miracolo della liquefazione del sangue della santa, similmente a quanto accade con il sangue di San Gennaro. Un arco cinquecentesco collega questa chiesa al monastero di San Pantaleone, formando un caratteristico campanile sospeso sulla via dei presepi.

Ospedale delle Bambole
Un piccolo museo-laboratorio dove le bambole “malate” vengono curate da decenni. Contiene giocattoli e bambole d'epoca, e annesso al museo c'è un laboratorio che provvede al restauro del materiale collezionato, ma anche alla cura di bambole, come se fosse un vero e proprio ospedale, riparando principalmente bambole di porcellana, plastica, legno e cartapesta.
Cappella Sansevero
(va messa in conto un po di coda…) Conosciuta in tutto il mondo soprattutto per il suo celeberrimo Cristo Velato. Si trova in una stanza non grandissima, quasi intima, illuminata piano, dove il tempo sembra essersi fermato nel Settecento. Al centro c’è lui: il Cristo Velato, un corpo scolpito nel marmo, sdraiato dopo la crocifissione, coperto da un velo sottile che sembra vero, morbidissimo, quasi trasparente. Ecco la magia che fa restare a bocca aperta: “Ma come hanno fatto? Il velo è davvero di marmo?” Intorno al Cristo ci sono altre sculture spettacolari: Il Disinganno, un uomo che si libera da una rete di corde di marmo, impossibile da scolpire… eppure eccolo lì. E La Pudicizia: una donna velata che ricorda tantissimo il velo del Cristo, ma in versione femminile.
Per bambini più coraggiosi ci sono le Macchine anatomiche. Sotto la cappella (si scende con una breve rampa di scale) c’è una saletta con due scheletri: un uomo e una donna. Ma non sono scheletri qualunque: hanno ancora tutto il sistema arterioso e venoso quasi intatto, colorato di rosso e blu, come se il sangue scorresse ancora. I bambini più grandicelli resteranno affascinati (soprattutto se gli spiegate che si tratta di esperimenti alchemici del principe Raimondo di Sangro) .. mentre per i più piccoli e sensibili… si può saltare questa parte!
Napoli Sotterranea (Piazza San Gaetano)
Opzione adventure .. se i vostri figli hanno almeno 6–7 anni e non soffrono di claustrofobia, il tour nei cunicoli (40 metri sotto terra) è un’esperienza pazzesca: acquedotto greco, rifugi della guerra, teatro romano sotterraneo… Dura circa 1 ora, prenotate online.
A pochi passi, in via dei Tribunali, e precisamente nel Vico del Fico al Purgatorio, si trova il busto di Pulcinella. È un’opera realizzata in bronzo, creata nel 2012, ed è diventata una tappa fissa per i turisti e per i napoletani più superstiziosi. Negli ultimi anni la statua si sta consumando e questo grazie al successo che sta avendo… si dice infatti che toccare il naso del busto di Pulcinella porti fortuna.

Il Duomo (Cattedrale di Santa Maria Assunta)
E' il posto dove batte il cuore della napoletanità, con il patrono San Gennaro, il suo sangue che si scioglie e tesori luccicanti.
La Cappella del Tesoro di San Gennaro, nella navata a destra, è uno scrigno barocco pieno d’oro, argento, diamanti e rubini. Al centro c’è il busto reliquiario del Santo con dentro un pezzo di cranio, e le famose due ampolline con “il sangue”.
Curiosità per i bambini: “Ogni anno, per tre volte, il sangue rappreso diventa liquido davanti a tutti… se non succede, la gente dice che è un brutto segno per Napoli!”

Sotto l’altare maggiore, in un ambiente suggestivo, un po’ buio e misterioso…( perfetto per i piccoli esploratori coraggiosi ) si trova La Cripta di San Gennaro: scendete qualche gradino per vedere le ossa del Santo in un’urna.
Il Museo del Tesoro di San Gennaro (accanto alla Cappella, ingresso separato) ospita mitre pesantissime di diamanti (18 kg!), collane enormi donate da re e regine, calici preziosi.
Consigli pratici per non uscire pazzi
Scarpe comode e se è proprio necessario passeggino leggero (o marsupio per i piccoli): ci sono sampietrini e qualche scalinata
Orari furbi: meglio la mattina presto o dopo le 16:30, quando cala un po’ il caos
Dove mangiare: ovviamente pizza … si cade bene ovunque … I Decumani, Sorbillo, Vesi , per citare i più conosciuti, ma c’è una pizzeria praticamente ad ogni angolo..
Fate pace con l’idea che non vedrete tutto: meglio 3 tappe belle con sorrisi che 8 col broncio
Napoli centro storico con i bambini non è una passeggiata tranquilla al parco… è un’esplosione di vita. Ma proprio per questo resta impressa nei loro ricordi (e nei vostri) molto più di tanti posti “perfetti”.



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