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Viaggio nel tempo… la Napoli dei Re

  • mylenab6
  • 17 apr
  • Tempo di lettura: 5 min

In una giornata di primavera ci siamo ritrovati in un viaggio indietro nel tempo …. quello dei Re che governavano Napoli e il Regno delle due Sicilie … una passeggiata piacevole, e adatta anche ai piccoli, partendo da una delle piazze più belle d’Italia e scendendo letteralmente sotto terra.



Il nostro tour parte da una fortezza sul mare, Castel Nuovo - così chiamato per distinguerlo dagli altri castelli già esistenti in città - noto soprattutto come Maschio Angioino.


Il Maschio Angioino
Il Maschio Angioino

Il Re Carlo D’Angiò lo fece edificare alla fine del 1200, quando trasferì la capitale del Regno da Palermo a Napoli, e la costruzione fungeva sia da fortezza difensiva sul mare che da residenza reale.


Curiosità: il nome di “Maschio Angioino” è stato attribuito alla fortezza dal popolo napoletano alla fine del 1800, e deriva da “mastio”, la torre principale dei castelli medioevali, quella più forte e inespugnabile, e “angioino” in onore alla casata D’Agiò che lo fece edificare.


La prigione sotterranea ospitava i condannati alle pene più dure, che però sparivano misteriosamente. Nacque allora una leggenda: un coccodrillo viveva nel fossato, e catturava i prigionieri trascinandoli in mare. Un modo per nascondere le esecuzioni!

 

Dal Maschio Angioino, percorrendo pochi metri in direzione Piazza del Plebiscito, troverete a destra uno degli ingressi della Galleria Umberto, mentre a sinistra il Teatro San Carlo.


Galleria Umberto I
Galleria Umberto I


La Galleria Umberto I, un centro commerciale caratterizzato da una cupola in ferro e vetro, è stata costruita alla fine del 1800, nel contesto del risanamento successivo all’epidemia di colera che aveva colpito il quartiere degradato circostante, e venne dedicata a un altro Re, Umberto I di Savoia, per il suo impegno verso la città durante l’epidemia.


Il Teatro San Carlo è il teatro d’opera più antico d’Europa ancora in attività, voluto da un Re e a lui intitolato: Carlo di Borbone, alla fine del 1737. Fu inaugurato il 4 novembre, giorno del suo onomastico! Un passaggio segreto collegava direttamente il Palazzo Reale, situato dietro il Teatro, al palco reale, permettendo al re di accedere al teatro senza dover passare per la strada!


Teatro San Carlo
Teatro San Carlo

Subito dopo il Teatro, ci ritroviamo a Piazza del Plebiscito, uno spazio immenso di ben 25.000 mq…ottimo anche per far correre i bambini!


Piazza del Plebiscito
Piazza del Plebiscito

La piazza è situata tra il Palazzo Reale dei Borbone e la Basilica di San Francesco da Paola, caratterizzata dal suo colonnato semicircolare (anche questa fu costruita grazie al Re Ferdinando I di Borbone, a seguito di un voto) e ospita le due statue equestri di Carlo III e Ferdinando I di Borbone. Inizialmente, la piazza era conosciuta come “Largo di Palazzo” e assunse il nome attuale dopo il plebiscito di annessione al Regno d’Italia, nel 1860.


Palazzo Reale
Palazzo Reale

Si narra che la regina Margherita di Borbone concedesse ai prigionieri la libertà se fossero riusciti a bendarsi e ad attraversare la piazza dritti tra le due statue equestri. A causa della pendenza e dell'irregolarità della piazza, nessuno ci riusciva mai, rimanendo vittima della "maledizione". Una bella sfida per far giocare i bambini .. anche Alessandro e Andrea sono stati colpiti dalla maledizione e hanno mancato le statue 😊 qui trovate la mappa stampabile della storia della Maledizione della Regina 😊 




Usciti dalla Piazza, proseguite per Via Chiaia, una delle strade più eleganti e vivaci del centro. È pedonale per lunghi tratti, quindi si cammina tranquilli.

Proseguendo su via Chiaia si arriva velocemente alla stazione metropolitana di Chiaia, che fa parte del circuito “Stazioni dell’Arte” . La stazione collega due livelli differenti della città: a quota 36 m c’è il primo ingresso a piazza Santa Maria degli Angeli (molto bella anche la chiesa che dà il nome alla piazza!) mentre a 25m c’è l’ingresso da via Chiaia appunto.

L’idea è fare un viaggio mitologico all’interno della stazione. Viaggio che inizia appunto a piazza Santa Maria degli Angeli, con Zeus, raffigurato in una statua in acciaio con ventiquattro braccia alate a rappresentare le ore del giorno.


Stazione metro Chiaia
Stazione metro Chiaia

Scendendo le scale dalla rampa elicoidale, si trovano i colori del bianco e blu.. propri del regno degli abissi marini di Nettuno, evocato dalle parole di Ovidio “Est in aqua dulci non invidiosa voluptas” impresse sul parapetto delle scale.



Il viaggiatore prosegue questo viaggio mitologico in un grosso ambiente cubico, spazio scandito sui quattro lati delle scale mobili. La dea della terra e dell’agricoltura Cerere è simboleggiata con il colore verde, ed il grande cubo, che è posto al centro di tutti gli spazi, è una Galleria d’Arte.

Infine al livello inferiore il colore diventa arancione, per ricordare il fiume Stige, dove Persefone, rapita da Plutone, viaggia tra la terra e gli inferi (il richiamo al mito è rappresentato dai sei melograni sulle pareti). La discesa termina a livello banchine colorate di rosso e sovrastate dalla grande cupola dai cento occhi: lo sguardo del Dio che osserva i viaggiatori salire e scendere dai treni.


Dopo una buona pizza continuiamo a passeggiare con destinazione parcheggio Morelli, la porta di accesso alla Galleria Borbonica (qui tutte le info sui tour).



Si tratta di un incredibile tunnel scavato nella roccia nell’800 per volere di Ferdinando II di Borbone. Oggi è un museo sotterraneo unico al mondo, dove si cammina tra vecchie auto d’epoca abbandonate, scooter Vespa degli anni ’50, statue, reperti storici e rifugi antiaerei della Seconda Guerra Mondiale.





Quella della Galleria Borbonica è una storia unica al mondo, che comincia a metà del 1800, quando la famiglia reale dei Borbone, spaventata dai tumulti popolari che avrebbero preceduto da lì a poco l’Unità d’Italia, decise di far costruire una galleria dalla caserma delle guardie reali (di fronte al parcheggio Morelli) al Palazzo Reale, in modo da avere una via di fuga facilitata in caso di pericolo. Questa galleria sotterranea era stata concepita, in modo avveniristico, come una galleria commerciale (dovevano essere presenti botteghe ai lati!) e attraversando due falde del vecchio acquedotto, sono stati costruiti ben 2 ponti sottoterra!

Il progetto si fermò a 60 m dal palazzo Reale, all’altezza di Piazza Plebiscito, per il decadimento della famiglia reale borbonica. In seguito la Galleria Borbonica è stata usata come rifugio della popolazione durante la Guerra (bellissimi i ritrovamenti e le ricostruzioni dell’epoca) e poi come deposito giudiziario per le auto e le moto truccate sequestrate nel dopoguerra.




I tour guidati sono molto ben organizzati e adatti anche alle famiglie se i bimbi non si spaventano dei luoghi chiusi e un po' bui (Ale&Andrea hanno molto apprezzato la visita, si sentivano esploratori sotterranei 😊).

È preferibile il percorso Standard con i bambini sotto i 6-7 anni, dura un’ora circa, ed è consigliata la prenotazione online, i posti sono limitati.


Napoli sa essere caotica, ma questo itinerario è un ottimo modo per scoprirla in modo tranquillo, culturale e avventuroso allo stesso tempo!

 

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